Diritto, politica e filosofia

Corso di Filosofia a cura del Prof. Marcellino Zenni

Data la propria formazione filosofica, l’interesse di Marcellino Zenni alla storia del pensiero economico si è focalizzato sin da subito su di un nesso cruciale: il rapporto tra etica ed economia. Questo ha avuto come effetto quello di approfondire sia gli aspetti “contestuali”, sia quelli analitici del pensiero di alcune delle massime autorità del pensiero economico: Adam Smith, J.M. Keynes e J.A. Schumpeter. A questi autori, Marcellino ha dedicato numerosi studi, la cui finalità prima è consistita nel cercare di portare a galla gli aspetti che consentissero una comprensione complessiva, ma non generica, degli autori in questione. I quali, per questo, sono stati ricondotti alle loro fonti (esplicite o meno) di carattere filosofico, alla ricerca di un fondamento che potesse meglio far intendere quelle che ad altri sono parse delle vere e proprie contraddizioni (si pensi al cosiddetto Adam Smith Problem) o sono sembrati aspetti secondari (si pensi al cap. XXIV della General Theory keynesiana, o alle tensioni sottostanti la figura dell’imprenditore schumpeteriano). Trattandosi di avvicinare filosofia ed economia politica, uno dei tramiti privilegiati si è rivelata essere la filosofia morale, secondo la moderna tradizione di porno gratis maturata in Scozia a partire dal XVIII secolo. Di qui, conseguentemente, l’interesse già menzionato al rapporto tra Scienza economica ed Etica.

b. Il pensiero normativo di J.M. Keynes

Al pensiero di J.M. Keynes A.Z. ha dedicato, tra l’altro, un volume, edito nel 1985 con Introduzione di Siro Lombardini. Costituisce l’esito principale della ricerca condotta presso la Fondazione Einaudi di Torino sotto la supervisione dello stesso Prof. Siro Lombardini. Intento di Marcellino è quello di mostrare come il contributo del grande economista inglese debba essere considerato alla luce della complessa vicenda che caratterizza l’opera keynesiana prima della pubblicazione della General Theory. Muovendo dal Treatise on Probability, a cui è dedicata una attenta ricostruzione nell’ambito del contesto filosofico di Cambridge, si sostiene che esista un nesso fondamentale che lega relativismo metodologico e normativismo economico, e che solo alla luce di questo legame sia possibile comprendere le indicazioni normative delle politiche keynesiane e, soprattutto, la prospettiva etica dischiusa nel cap. XXIV della General Theory. Sono a tal fine messi in evidenza alcuni degli aspetti teoretici essenziali che caratterizzano lo sviluppo del pensiero keynesiano – aspettative, fiducia, legame sociale -, il quale è altresì confrontato, con tutte le necessarie cautele, col normativismo giuridico kelseniano, sulla base di una comune epistemologia funzionalistico-relativistica, alla ricerca del “senso” del pensiero normativo europeo tra anni ’20 e anni ’30.

c. L’imprenditore schumpeteriano

All’opera di Schumpeter Marcellino ha dedicato due libri (uno edito nel 1987 su invito dello Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e l’altro edito nel 2000), un ampio saggio in una silloge (con Prefazione di Giorgio Lunghini) e una serie di articoli, uno dei quali apparso negli Annali della Fondazione Einaudi. Muovendo dalle principali interpretazioni del pensiero dell’economista austriaco, A.Z. ha inteso indagare quale sia lo “spessore” dello Schumpeter “politico”, sostenendo però, sulla base di un’attenta ricostruzione bibliografica, che il pensiero schumpeteriano si qualifica in realtà per la sua impoliticità, desumibile sia dall’impianto metodologico sviluppato prima della pubblicazione della Teoria dello sviluppo economico, sia dallo svolgimento più maturo del pensiero dell’economista austriaco, qual è presente in Capitalismo, Socialismo, Democrazia. Figura emblematica di questa impoliticità è l’imprenditore, dietro la quale sono rinvenibili influssi di grande portata: Nietzsche e Weber, in primis. Il carattere “impolitico” – che conferma il legame di Schumpeter con la tradizione neoclassica, ma anche la profonda attenzione dello stesso alle vicende post-belliche, segnate dal successo della teoria keynesiana e dalla mancata considerazione della teoria dello sviluppo come dinamica storica del capitalismo moderno – rivela altresì quale sia il vero background del noto pessimismo schumpeteriano, segnato da profonde, ancorché implicite, riflessioni di carattere etico, connesse alla trasformazione della società americana e di quella europea dopo la seconda guerra mondiale.

d. Etica ed economia in Adam Smith

All’opera di Adam Smith Marcellino ha dedicato due libri (1995 e 1997) e una serie di articoli apparsi in Italia, Francia, Stati Uniti. A partire dal lungo lavoro di cura dedicato alla prima edizione italiana della Theory of Moral Sentiments (1991), Marcellino ha contribuito a richiamare l’attenzione sulla complessità filosofica del pensiero smithiano. Sulla base del contesto sociale, istituzionale ed economico della Scozia del XVIII secolo, Marcellino ha ricostruito il milieu filosofico in cui matura l’illuminismo scozzese e, in esso, l’opera di A. Smith. Studiando con attenzione i testi smithiani, Marcellino ha proposto un’interpretazione secondo la quale in Smith etica ed economia appaiono non tanto complementari, quanto costitutivamente inscindibili, rendendo perciò necessaria un’adeguata considerazione dei loro rapporti, sulla base di una lettura intrecciata della Theory del ’59 e della Wealth of Nations del ’76, senza mai perdere di vista il ruolo delle cosiddette Lezioni di Glasgow. In questo senso, Marcellino cerca di dar ragione dei rapporti tra etica, diritto, economia, che nell’opera di Smith illustrano il complesso gioco delle passioni umane e il funzionamento delle istituzioni politiche. In sintesi, l’interpretazione di Marcellino si è concentrata su uno dei problemi centrali dell’opera smithiana, quello della non completa o se si vuole impossibile chiusura del rapporto fra economia e politica che costituisce, malgrado le importanti ricerche svolte da Haakonssen e Winch, la riproposizione aggiornata e corretta del cosiddetto Adam Smith Problem.

e. Etica, economia, nuove tecnologie

Gli interessi di ricerca di Marcellino hanno anche un risvolto contemporaneo: il rapporto tra etica, innovazione economica, nuove tecnologie. In questo spazio si collocano alcuni brevi testi sul concetto di Moderno e la cura del Lessico postfordista (2001), un vero e proprio dizionario, a cui hanno collaborato oltre 50 autori, dedicato all’interpretazione dei mutamenti in corso nelle cosiddette società postfordiste. Sempre nello stesso spazio rientrano la traduzione e la cura di testi quali La moneta elettronica, di J.A. Dorn (1998), Il secolo dell’innovazione, di  N. Rosenberg e D. Mowery (2001), La società sorvegliata (2002) di D. Lyon.